Amiche e amici del Capri Comics, già con il titolo mi sono assicurato una di quelle belle bufere social che solo il Fandom di questo brand può generare. Quindi, reinfoderiamo i Blaster e proviamo ad uscire indenni da quest’articolo, scritto in occasione della settimana del May the 4th.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

O meglio, non tanto tempo fa…

Non voglio partire né dalla trilogia originale, di cui hanno scritto sociologi e saggisti sicuramente più autorevoli di me, e neanche della trilogia prequel, che non è invecchiata benissimo, ma resta portatrice di uno spirito galattico forte e personale.

Partiamo dal punto D, ovvero l’acquisizione Disney.

Lo so, fa male a TUTTI, anche se spesso difendo a spada tratta ciò che la Disney combina, il trattamento del brand con la trilogia sequel è intollerabile. Ma pure questo ormai è acqua passata, o quasi.

Nell’ultima Starwars Celebration, così, de botto, e soprattutto senza senso, si presenta sul palco Daisy Ridley, attrice che che dà le fattezze a Rey Palpatine (perché non la chiamerò mai Skywalker), la quale annuncia un film, in arrivo nelle sale, ambientato 15 anni dopo gli eventi dell’ultima debacle cinematografica.

Trovo questa un’idea felice? Non particolarmente, perché un altro di tre film annunciati si posiziona, cronologicamente, alla nascita dei Jedi. Forse sarebbe stato più sensato andare ad esplorare un territorio incontaminato e ben lontano dal nome Skywalker, e magari evitare di levare la crosticina ad una ferita che non è completamente guarita.
Spero di sbagliarmi.

Ed il terzo film?

Il terzo film è la consacrazione della seconda mente più geniale che abbia toccato il brand SW, plasmato a immagine e somiglianza dello stesso Lucas, ossia Dave Filoni, colui che aveva ristabilito l’equilibrio nella forza ed aveva riacceso la speranza di prodotti su stellari degni di questo brand (segue veloce carrellata): Clone Wars, Rebels, Mandalorian, Bad Batch, Book of Boba Fett (purtroppo un passo falso, ma divertente), Tales of the Jedi.

E tra questi si unirà Asoka.

Pare che il Fandome sia unitissimo su gran parte questi prodotti, apprezzandoli in maniera raramente cristallina. Sarà che Filoni stesso è stato un vero e proprio Star Wars Kid, quindi ne riesce a cogliere i lati filosofici e tragici, ma anche quelli dolci, buffi e scanzonati. E forse, proprio per questo, toccherà a lui, tirare tutti i fili della matassa e provare a dare un senso, se non a tutto, almeno al ritorno dell’Imperatore.

Dopo questo elogio incontenibile alla figura di Filoni, un altro grande plauso và al mitico Tony Gilroy che ha portato sullo schermo una perla come Andor a cui rimando il mio articolo di qualche tempo fa:

Senza dimenticarsi dello strano ma per chi vi scrive ancora riuscito capitolo chiamato Rogue One, scritto dallo stesso Gilroy, che poi si occupò anche di alcune riprese aggiuntive, ma firmato da Gareth Edwards.

Ma dove vi è il lato chiaro, li si insidia il lato oscuro della forza.

Dove vi è il bene, il male è pronto a colpire e colpisce sempre più duramente, quando si spreca un occasione gigante come il ritorno del vero Obi “Ewan McGregor” Kenobi, portando sullo schermo uno scempio per me forse ben più grande della trilogia sequel. Un’operazione sterile e senza cuore, per venderci un droide coccinella e nulla più. La smetto, perché l’ira conduce all’odio e l’odio alla sofferenza, e non sarò trascinato dal lato oscuro per una marchetta.

Ma mi concentro su ciò che di bello è stato fatto, come le due stagioni di Vison, un progetto a modo suo “visionario” che regala in entrambe le stagioni momenti molto elevati. Perché affidare un corto di Star Wars, significa affidare un pezzo di storia e vuol dire essere inclusi in una galassia, che ha fatto sognare tutti.

Quindi che siate dei malvagi Sith presi dalla sete di potere ed in balia delle vostre emozioni, oppure dei moderati Jedi, che praticano la meditazione ed il distacco emotivo da ogni persona, o solo un cacciatore di taglie prezzolato, che vola tra lune e pianeti inseguendo crediti e prede… beh… chiunque tu sia.

Che la forza sia con te.

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Classe '90. Farmacista per sbaglio, noto accumulatore di giochi da tavolo. Nasce e cresce a suon di Marvel e Disney e tanto basta...

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