Amiche e amici del Capri Comics, con l’avvicinarsi di Halloween abbiamo deciso di suggerirvi tre opere Horror: un film, un videogioco e un libro.

Tranquilli, non faremo spoiler. Semplicemente cercheremo di incuriosirvi al punto di leggere, vedere o giocare una o più di queste piccole gemme del terrore, perfette per entrare nel mood della Stagione delle Streghe!

Pronti? Via!

Il consiglio di Luca: Ib

L’Horror è uno dei generi più amati nel campo video ludico, specialmente quando si tratta di Indie. Nel 2012 veniva pubblicata questa piccola perla, “Ib”, un horror costruito col motore RPG Maker 2000, che al tempo divenne un piccolo cult del genere.

Nel titolo vestiremo i panni di Ib, una ragazzina di nove anni che si ritrova al museo per vedere la mostra di un artista contemporaneo di nome Weiss Guertena. Durante la visita, Ib si soffermerà su un quadro chiamato “Mondo Fabbricato” e subito dopo, senza nemmeno accorgersene, finisce intrappolata al suo interno, incapace di uscire e tornare nel museo.

Ib dovrà quindi farsi strada nell’intricato labirinto che l’artista ha disegnato per tornare nel museo dalla propria famiglia. Non essendo in grado di combattere, ciò che noi dovremo fare per liberarla dal dipinto sarà risolvere diversi enigmi nel corso del gioco fino a raggiungere l’uscita.

Durante la fuga Ib farà la conoscenza di un ragazzo di nome Garry, un giovane adulto rimasto intrappolato all’interno come la ragazza, e Mary, un’enigmatica ragazzina a cui apparentemente è toccata la stessa sorte della protagonista. Tutti e tre i personaggi saranno caratterizzati da una rosa colorata, che rappresenterà la loro vita e che, una volta senza petali, li porterà inevitabilmente alla morte.

Il titolo ha molteplici finali, che variano a seconda del nostro comportamento durante il gameplay. Ma veniamo alla cosa più importante: il titolo fa paura? Assolutamente sì.

Gli espedienti che il gioco utilizza per inquietarci sono svariati, ben diversi da quelli che potrebbe utilizzare un titolo tripla A moderno. Non avendo una grafica di ultima generazione, ciò che spinge il giocatore al terrore e all’inquietudine è l’ignoto. Non possiamo mai sapere se, passando davanti a quel manichino, quello non si muova e ci aggredisca, così come potremmo venire colti di sorpresa da ombre nascoste, o quadri viventi… ogni opera del Mondo Fabbricato potrebbe segnare la nostra fine. La componente sonora è forse la più vincente nel titolo, sia per le musiche inquietanti sia per l’utilizzo oculato di suoni e rumori improvvisi, che favoriscono la costruzione di quell’inquietudine e atterrimento che tutti desideriamo quando giochiamo a questo tipo di videogiochi.

Personalmente, provo ancora oggi un’inquietudine fortissima quando mi ritrovo a giocare a questo titolo, del tipo che inizio a voltarmi continuamente per verificare che non ci sia nulla alle mie spalle.
Mi piace considerare questo titolo una grande metafora, in cui la protagonista resta intrappolata in un labirinto di opere d’arte che normalmente la spaventano ed intimoriscono. Ib è una bambina piccola, che non sa nemmeno leggere correttamente (e nel gioco ce ne renderemo conto), figuriamoci se riuscirebbe a comprendere la mente di un artista contemporaneo. Le opere di Guertena sono caotiche, irrazionali e inquietanti, perciò la ragazzina le teme. Lo stesso artista viene definito come “caotico, visionario, solitario”, e tutto ciò si ripercuote nel suo Mondo Fabbricato, che riassume in sé tutto il proprio caos interiore e disagio.
Ib è ancora disponibile gratuitamente per il download, ma è anche possibile acquistare una versione aggiornata per Switch o PC con una nuova grafica. Volete provare a salvare Ib dal Mondo Fabbricato? Il suo destino è nelle vostre mani!

Il consiglio di Dalila: L’Istitituto

In una rassegna di consigli spaventosi in vista di Halloween non poteva assolutamente mancare il Re dell’horror, sua maestà Stephen King. Ma questa volta non voglio parlarvi dell’horror classico con mostri, demoni o fantasmi ma di un romanzo che si avvicina molto più al thriller e strizza l’occhio alla fantascienza.

Sto parlando de “L’istituto”, uno dei romanzi più recenti di King, pubblicato nel 2019. Se vi è piaciuto Stranger Things sicuramente vi piacerà anche questo romanzo, le atmosfere sono simili e i protagonisti sono ragazzini con abilità soprannaturali sottoposti ad esperimenti e test, ma dimenticate i colori e l’allegria che contraddistinguono la famosa serie Netflix: “L’Istituto” è molto più grafico, angosciante e disturbante.

Il protagonista è Luke Ellis, ragazzo prodigio che alla tenera età di 12 anni è appena stato ammesso a ben due prestigiose università. Luke vive una vita felice con la famiglia e gli amici, ma tutto cambia in una notte, quando viene rapito dalla sua casa a Minneapolis da personaggi misteriosi che si introducono di nascosto in casa sua. Si risveglierà la mattina dopo in una stanza quasi identica alla sua ma senza finestre e con qualche piccola differenza, come se qualcosa fosse fuori posto. Scoprirà infatti di non trovarsi più nella sua stanzetta ma in un istituto dove sono rinchiusi molti altri ragazzini dalle abilità particolari come lui. Luke infatti, oltre ad essere essere estremamente intelligente, ha cominciato a sviluppare delle capacità telecinetiche. Lo scopo dell’istituto è studiare e ampliare i poteri telecinetici e telepatici dei ragazzi rinchiusi al suo interno attraverso crudeli esperimenti per poi utilizzarli come delle armi. Luke stringe subito amicizia con alcuni dei ragazzi dell’Istituto, che lo accolgono e lo aiutano ad ambientarsi.
Gli scenziati e sorveglianti rassicurano i ragazzi, spiegando loro sono che sono stati scelti per “aiutare il governo” grazie alle proprie abilità e promettendo loro di riportarli a casa da eroi una volta compiuto il proprio “dovere” nei confronti del paese.

I ragazzi, strappati alle loro famiglie, rinchiusi e spaventati, si fanno forza l’un l’altro aspettando che i carcerieri tengano fede alla promessa fatta. Ma più passa il tempo, più i ragazzi cominciano a sospettare che questa promessa sia in realtà una bugia, e la voglia di ribellarsi cresce sempre di più.

Ricco di adrenalina e colpi di scena, “L’istituto” è un romanzo da leggere tutto d’un fiato nonostante le quasi 700 pagine: la trama è avvincente, lo stile di King è scorrevole e molto coinvolgente, i personaggi sono scritti e caratterizzati magistralmente ed è impossibile non affezionarvisi, emozionarsi e anche arrabbiarsi insieme a loro leggendo delle loro vicende e degli orrori che sono costretti a subire.
Il romanzo si avvicina più al thriller che all’horror ma non manca di certo l’elemento terrificante e disturbante, reso dalle descrizioni molto grafiche degli esperimenti subiti dai protagonisti, che vi faranno quasi sentire sulla vostra pelle la paura, il senso di angoscia e la rabbia dei ragazzi rinchiusi nell’istituto.

Oltre a ricordare molto Stranger Things, la storia richiama anche altri romanzi di King, in primis “IT”, in cui ricorre il tema dei ragazzini che sconfiggono il male, sia esso nella forma di scenziati senza scrupoli, di entità malvagie mutaforme o della follia di un padre omicida.

Se sceglierete di leggere “L’Istituto” nella notte più spaventosa dell’anno, preparatevi a scoprire che il terrore non si cela solo dietro demoni, spettri e creature mostruose, ma spesso lo si può trovare anche in storie fatte di crudeltà e orrori che solo degli esseri umani in carne ed ossa sarebbero capaci di compiere.

Il consiglio di Davide: Talk to me

Il modo più semplice e veloce per entrare nel Mood della spooky season è sempre un film horror: non richiede molto tempo, coinvolge tutti e dà subito le vibes giuste. Se poi ci mettiamo anche le candele ed i popcorn, il gioco è fatto. Semplice, vero? Non proprio. Oggi, la qualità dei film horror, spesso, è devastante e varia dal demenziale al supponente.

Quindi. l’uscita italiana di “Talk to me”, a ridosso di Halloween, è stata una manna dal cielo.

Il film si apre e si svolge intorno ad un modo alternativo e bizzarro di evadere dalla realtà da parte di alcuni ragazzi, tra cui la protagonista, Mia.

La ragazza, che sta affrontando senza successo la morte della madre, verrà in contatto, con alcuni amici, della mano mummificata di una medium, ultimamente utilizzata nelle feste giovanili come metodo per contattare gli spiriti e “sballarsi” attraverso queste sedute spiritiche del terzo millennio, che vengono chiaramente riprese e postate sui social per creare clamore e attrazione.

Ovviamente tutto andrà a rotoli, ma la vera sorpresa di questo lungometraggio è la mancanza quasi totale dj jumpscare, sostituiti dalla costruzione di una paura reale, mascherata dal paranormale. Una paura che ogni persona ha affrontato nella propria vita. La paura di non sentirsi accettati, persino dalla vostra famiglia o dai più cari amici, e così cadere in vortici senza uscita, trovandoci inconsapevolmente ancora più lontani, senza punti di riferimento, perduti in dimensioni molto lontane.

“Talk to me” è un film viscerale, il progetto di passione dei registi e sceneggiatori australiani Danny e Michael Philippou. Fratelli gemelli, i due sono stati attivi per anni con lo pseudonimo RackaRacka, raggiungendo una grande successo con i loro cortometraggi horror e comici.

Il coinvolgimento creativo trasuda da ogni fotogramma film, ed è quella la chiave di volta della storia: gli autori conoscono la materia a volte oscura del web a cui “Talk to me” fa riferimento, e ne conoscono i rischi di alienazione e disfacimento.

Elementi perfetti per un horror di massa finalmente serio e davvero terrorizzante, perché parla sia ai giovani che si perdono nei meandri digitali senza rendersene conto, sia ai loro genitori che li vedono perdersi senza capire cosa gli accade.

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Classe '96. Laurea in Economia Aziendale (non proprio correlata). Appassionato di anime e di ogni prodotto che abbia anche solo un minimo di roleplay. Dungeon Master a tempo perso. Avido videogiocatore e lettore. Particolarmente attratto da libri e giochi sconosciuti.

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Classe '97. Laureata in e appassionata di lingue e letterature europee. Social media manager per sbaglio, aspirante traduttrice, divoratrice seriale di libri. Giocatrice di ruolo, collezionista di dadi, amante di cinema e giochi da tavolo.

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Classe '90. Farmacista per sbaglio, noto accumulatore di giochi da tavolo. Nasce e cresce a suon di Marvel e Disney e tanto basta...

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