“The past is never dead. It’s not even past.”
Quando ho giocato a Cube Escape, ho letto questa famosa citazione di William Faulkner numerose volte.
Cube Escape è una serie di giochi “punta e clicca” sviluppati dallo studio indipendente Rusty Lake, che oltre ad essere il nome della casa di sviluppo è anche il nome del “misterioso ed inquietante mondo” dove i giochi sono ambientati. Una trama surreale ed intricata, di stampo lynchiano, che trascende la linearità del tempo e dello spazio.
Il gioco è scomposto in varie applicazioni “stand alone”, mentre la versione Steam ha una versione “Collection” che li include tutti assieme, con l’unica eccezione di Cube Escape: Paradox che è l’ultimo capitolo della saga. La casa di sviluppo ha poi cavalcato l’onda del successo, sviluppando, assieme a Cube Escape, una lunga serie di titoli che a poco a poco alimentano l’universo Rusty Lake… e solo adesso noto che “alimentare” è un termine azzeccato se lo accostiamo al lago.
Ah, l’ho detto che è quasi interamente gratuito?
Punta e Clicca: non sono ancora spariti
Sono sicuro che qualcuno di più adulto ha provato una fitta di nostalgia leggendo “Punta e clicca”. Capostipite del genere era Monkey Island, che condiva il tutto con un tocco surreale e comico. Oggi è un genere di giochi quasi dimenticato, che fiorisce solo nelle community di appassionati e nel mercato indie, come in questo caso. Trattasi di giochi in cui esploriamo vari luoghi e stanze e risolviamo enigmi. Per farlo si usa, appunto, il click del mouse per esaminare il background o per raccogliere oggetti, che eventualmente combiniamo ed usiamo dopo.
Cube Escape segue pedissequamente questa formula. Il protagonista cambia ad ogni capitolo, e spesso non si sa nemmeno chi è. Talvolta ci viene rivelato tramite gli specchi, ma spesso il tutto resta un mistero. Dal titolo si potrebbe pensare che l’obiettivo sia la “fuga” come in una Escape Room, e sebbene all’inizio sembri così, in realtà ci rendiamo presto conto che il gioco termina quando il protagonista (e noi con lui) raggiunge una sorta di “consapevolezza”. O semplicemente ha portato a termine i suoi obiettivi.
Gli enigmi sono spesso irrazionali e legati al contesto mistico di Cube Escape. La logica in questi casi lascia il tempo che trova. È cosa comune in giochi simili il restare bloccati alla ricerca di qualcosa con cui interagire e provare ogni oggetto in proprio possesso nella speranza che succeda qualcosa. Qui succede un sacco di volte, dato che spesso gli oggetti più strani vengono usati nei contesti più disparati. C’è un momento, ad esempio, in cui il protagonista, rasandosi la barba, fa nascere casualmente un piccolo corvo con i residui della rasatura. E lui stesso ne è sorpreso. Non è una cosa che accade tutti i giorni, in effetti.
Lo stile artistico
La componente artistica è davvero caratteristica. Disegni semplici, colori vivaci e poche sfumature. Nella loro rozzezza, troviamo invece grande personalità. Ciò che secondo me il gioco fa meglio è creare un contesto estremamente originale con pochi elementi ricorrenti. Così come la serie cult di David Lynch Twin Peaks è riuscita, con delle semplici tende rosse, a stampare nella mente delle persone l’immagine della Loggia Nera, così Rusty Lake riesce ad usare elementi semplici e ricorrenti per costruire la propria identità. Non è tanto la complessità dei singoli scenari a renderli memorabili, quanto il modo in cui oggetti, colori e simboli ritornano costantemente assumendo, di volta in volta, un significato diverso. È proprio questa continuità visiva a far percepire il mondo di gioco come un luogo coerente e riconoscibile, anche quando la narrazione diventa sempre più surreale.
E se quindi la simbologia è così importante per la trama viene da chiedersi… di che parla quindi Cube Escape?
I misteri del Rusty Lake
Premetto che gran parte della trama è lasciata alla libera interpretazione del giocatore. Mi impegnerò a dare la mia personale interpretazione. Posso dire che tanti elementi della trama traggono ispirazione dalla già nominata Twin Peaks, serie che, personalmente, ho adorato alla follia. I fan se ne accorgeranno immediatamente leggendo i nomi dei personaggi.
La trama apre con una morte, quella di Laura Vanderbloom, uccisa, apparentemente, da una sorta di ombra nera con gli occhi illuminati. La polizia arresta Bob Vanderbloom, il marito, mentre Dale Vandermeer indaga sull’omicidio. Bob, sotto interrogatorio, rivelerà in effetti di essere quell’ombra nera, sfuggendo così alla prigionia.
Se quindi tutti sono convinti che Bob sia il colpevole, Dale non è convinto fino in fondo. Sin dall’inizio delle indagini, infatti, ha iniziato a sperimentare situazioni ambigue e surreali. Tra le prove dell’omicidio Dale archivia un volantino pubblicitario:
“Rusty Lake, fishing and mental health”.
Comprende quindi che la donna vi si è recata prima di morire, ma quando va per indagare sul lago comincia a vivere esperienze paranormali e surreali, che lo rendono ancora più curioso. Preso dal desiderio di scoprire i segreti del lago, decide di visitarlo, risvegliando creature oscure rimaste a lungo sopite e scoprendo davvero cosa è accaduto a Laura.
I residenti del lago, tali Mr Crow e Mr Owl, sono misteriose entità metà uomo e metà animale che venerano e nutrono il Rusty Lake. In che modo? Offrendogli ricordi. I loro obiettivi sono misteriosi e segreti, ma sicuramente hanno giocato un ruolo importante nella morte di Laura e nel recupero dei suoi ricordi, sottoforma di “cubi”. Dale, a sua insaputa, sta facendo il gioco dei due individui, che lo accoglieranno ma lasceranno i suoi ricordi alla mercé del lago.
In conclusione
Qual è l’obiettivo dei due residenti? Chi ha davvero ucciso Laura Vanderbloom? Cos’è davvero il lago? Per saperlo dovrete farvi una cultura di tutto l’universo Rusty Lake.
Vi invito ad iniziare con la saga di Cube Escape che è disponibile gratuitamente su Mobile e di proseguire con tutti gli altri titoli della saga perché meritano davvero.
E voi avete giocato la saga? O qualche altro gioco della Rusty Lake? Fatecelo sapere nei commenti!
About the author
Classe '96. Laurea in Economia Aziendale (non proprio correlata). Appassionato di anime e di ogni prodotto che abbia anche solo un minimo di roleplay. Dungeon Master a tempo perso. Avido videogiocatore e lettore. Particolarmente attratto da libri e giochi sconosciuti.













