Grandi o piccole che siano le isole sono isole, completamente bagnate dal mare, scogli che custodiscono alla pari di Capri storie, personaggi, tradizioni, caratteristiche, uniche e irripetibili. E non è da meno un grande isola come la Groenlandia, territorio danese autonomo posizionato situato tra l’oceano Atlantico del Nord e l’oceano Artico. Territorio danese, dunque, e speriamo che qualche tycoon non ci contraddica…

Lasciando a ben altre e alte sfere l’argomento, ci limitiamo nel nostro umile spazio a rammentare che si tratta di un’isola ricoperta prevalentemente di ghiaccio, con una popolazione, piuttosto esigua ad onor del vero,che vive lungo la costa, nei fiordi liberi da ghiacciai. Informazioni che, ovviamente, non necessitano, a coloro i quali si sono regalati in queste zone un viaggio unico nella loro vita per ammirare il sole di mezzanotte in estate e l’aurora boreale in inverno. E idealmente in Groenlandia hanno fatto tappa anche i paperi più amati del globo, Zio Paperone, Paperino e Qui, Quo e Qua che hanno dato vita ad una preziosa (e datata) storia “Paperino nel mare di Groenlandia” oltre settant’anni orsono. Era il 1952, infatti, quando racconti Disney ben diverse da quelle attuali e alle quali ci siamo abituati, uscirono con location la sopracitata isola per la firma di Guido Martina e Giuseppe Perego. Una storia che invitiamo a recuperare, anche se non sarà facile, ma il mondo dei collezionisti riserva sempre grandi e spesso onerose possibilità. 

“Paperino nel mare di Groenlandia” narra di Qui, Quo e Qua che arrivano a corrompere un medico, tale dottor Pellicano per sventare il rischio che possa consigliare al di loro zio, l’olio di fegato di merluzzo come ricostituente (odiato) per nipoti. Il consulto medico, dunque, si realizza con il consiglio a Paperino di portare i nipoti in crociera, una mission impossibile per lo squattrinato zio, ma che si realizzerà grazie all’interessamento di Paperon de’ Paperoni. Ma con lo zione il “bidone” è spesso dietro l’angolo e così i nipotini scopriranno che la “Queen Papery”, l’imbarcazione dove sono saliti a bordo insieme a Paperino a Boston, non è una nave da crociera, ma un peschereccio. Un naviglio che trascorrerà ben tre mesi nel mare di Groenlandia con l’obiettivo di catturare merluzzi. E proprio nella sopracitata isola i quattro paperi cadranno su un iceberg, divenendo di fatto naufraghi visto che la “Queen Papery” poi si allontanerà. La storia per coloro i quali nell’anno 1952 non avevano ancora denti in bocca o meglio ancora non erano nei programmi dei loro genitori ha una struttura diversa da quelle più recenti targate Disney. E con l’augurio che i nostri lettori andranno alla ricerca della suddetta evitiamo eccessivi “spoiler”. Alcuni commenti e riflessioni però li concediamo, innanzitutto a noi stessi, come, per esempio, il fatto che in quell’epoca la Disney non era così attenta al “politicallycorrect”. È il caso di un Paperino costretto a far da cane da slitta per l’eschimese Koko che li ha soccorsi sulla costa. Ma anche lo stesso eschimese Koko, che per accontentare i paperi che non ne possono più del baccalà mangiato sino alla nausea sulla “Queen Papery”, propina loro della carne, che in realtà è quella di un cane abbattuto per la “speciale” occasione. Una situazione assolutamente inaccettabile se riletta oggi, e che già nelle ristampe della storia è stata censurata, visto che i bocconi di cane in brodo diventeranno “bokkoni di likeni”. Una correzione che ovviamente renderà meno coerente la reazione stizzita dei quattro paperi che nella storia originale, invece, sapevano di aver ingurgitato carne di cane. Tra le curiosità da annoverare anche la contaminazione nella storia di altri personaggi Disney. 

Il capitano della “Queen Papery”, per esempio, dal nome “Lelup”, è di fatto Ezechiele Lupo, così come l’equipaggio della nave replica quello di “Topolino e il mostro bianco di Gottfredson”, incluso il cuoco cinese. Inoltre nella storia originale, con correzione poi nelle ristampe, lo stabilimento di Zio Paperone nella base di soccorso in Groenlandia, in un dialogo viene chiamato “Paperopoli”, ma, come detto, nelle riedizioni ci sarà la censura, probabilmente per non generare equivoci con quella che poi sarà la Paperopoli effettiva della saga Disney. Infine si incontra già unmaggiordomo agli ordini di Zio Paperone, un uomo corpulento di nome “Battista” e una segretaria, una papera che, però, più che a Miss Paperett nella storia originale del 1952 ha le sembianze di Nonna Papera. Buona ricerca, dunque, di “Paperino nel mare di Groenlandia” e… buona lettura!

Paperino nel mare di Groenlandia 

Sceneggiatura Guido Martina 

Disegni Giuseppe Perego

Albi d’Oro numero 363

Uscita 6 dicembre 1952

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Giornalista pubblicista, aspirante redattore per il Papersera, aspirante collezionista della serie a fumetti “Inside Woody Allen”, libro sul comodino: “Su con la vita, Charlie Brown! Come affrontare i problemi di ogni giorno con l'aiuto dei Peanuts”, lettore del prossimo Alan Ford che uscirà in edicola.

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