In sala dalla metà di febbraio “Le avventure del piccolo Nicolas” per la regia di Amandine Fredon e Benjamin Massoubre è uno splendido film animato nel senso più puro dell’espressione, piacevole e che appena terminato si desidera di rivedere già dall’indomani.

È una storia a doppia chiave di lettura, da un lato la vita disegnata del piccolo Nicolas, a Parigi, spensierata e allegra come si addice (o ci si augura) ad ogni bambino, dall’altra l’amicizia, i ricordi, la vita vissuta, i sogni di Jean-Jacques Sempé e René Goscinny, quest’ultimo inutile dirlo, compianto maestro di “Asterix”. E così “Le avventure del piccolo Nicolas” con un cast composto da Alain Chabat, Laurent Lafitte, Simon Faliu, Marc Arnaud e Alban Aumard diventa anche un incredibile e geniale incontro tra il personaggio e i suoi disegnatori, un dialogo magico che rende il film assolutamente un capolavoro.

“C’è sicuramente una satira eterna nella descrizione di quel mondo, lontano nel tempo eppure vicino – questo scrive Cooming Soon, il portale del cinema – l’assenza di cattiveria nel ritratto di persone teneramente imperfette annulla la distanza, ed evita anche la trappola del qualunquismo, per la voglia di sorridere con affetto davanti a qualsiasi situazione. René e Jean-Jacques, chiacchierando tra loro o rispondendo a precise domande dello stesso Nicolas, che sporadicamente abbandona le sue storie per confrontarsi con i suoi creatori, ricostruiscono la propria vita e carriera. Indirettamente capiamo i motivi che li hanno portati a Nicolas: la ricerca di un’appartenenza, alla famiglia perduta di Goscinny o lasciata volutamente alle spalle da Sempé. Esplorare questo umorismo ci porta più vicini a capirne l’anima di quello che potrebbe essere oggi il suo erede ideale, il Greg di Diario di una schiappa, creato da Jeff Kinney”. Non si può non vedere “Le avventure del piccolo Nicolas”, ottantadue minuti ai quali non deve rinunciare non solo il fumettista, l’appassionato di cartoon e disegni animati, o il cultore di “Asterix” ma anche tutti coloro che amano il cinema e non solo, perché in questo film c’è tanta arte, dalla settima ovvero quella cinematografica alla nona arte, ma anche una sensazione che ti lascia qualcosa della cosiddetta quinta arte, la poesia…    

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Giornalista pubblicista, aspirante redattore per il Papersera, aspirante collezionista della serie a fumetti “Inside Woody Allen”, libro sul comodino: “Su con la vita, Charlie Brown! Come affrontare i problemi di ogni giorno con l'aiuto dei Peanuts”, lettore del prossimo Alan Ford che uscirà in edicola.

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