Capitolo sedici con “L’isola dei morti”. Qualche spiritoso al quale abbiamo anticipato il nostro prossimo capitolo mentre eravamo al bar ha subito fatto la battuta: “ah allora parlate di Capri nel periodo invernale, fate bene!”. Cari signori, siete fuori strada, qui a Capri Comics ci occupiamo di cose serie, di fumetti, le analisi socio-antropologiche le lasciamo ai professori di mandolino, noi più umilmente cerchiamo di approfondire la conoscenza della “nona arte”.
E l’episodio di “Gordon Link” ambientato su un’isola, il numero 9, intitolato “L’isola dei morti” (pubblicato nel 1992), scritto da Gianfranco Manfredi e disegnato da Raffaele Della Monica ci regala due occasioni. La prima è parlare della serie a fumetti “Gordon Link”pubblicata in Italia dall’Editoriale Dardo e ideata, appunto, dal Grande Maestro Gianfranco Manfredi. Un “bonellide” ovvero un formato Bonelli, ma non della casa editrice Sergio Bonelli, che racconta di un personaggio il cui nome è composto da Gordon (nome ispirato a “Flash Gordon”, e Link (simbolo del legame tra aldilà e aldiquà). “Gordon Link” somiglia all’attore Kyle MacLachlan, ovvero l’agente Cooper di “Twin Peaks” ed è il capo di un’agenzia di scovaspettri, i Ghostfinder. La sede è una villetta situata alla periferia di Hinterland, immaginaria capitale degli immaginari Stati Uniti d’Europa (ahinoi sono passati trent’anni, ma continuiamo a doverli definire immaginari. Hinterland con i suoi sei milioni di abitanti, è centro amministrativo, commerciale, tecnologico e industriale dell’Europa e i suoi principali prodotti sono l’atrazina, il biossido d’azoto, l’ossido di carbonio, le piogge acide e i fantasmi.
A proposito di “bonellidi” e della Sergio Bonelli Editore, poi, “L’isola dei morti” è anche una ghiotta occasione di parlare del mai abbastanza celebrato “Magico Vento” nato, appunto, dal grande genio di Manfredi. I lineamenti dell’attore Daniel Day Lewis e, in particolare del suo look selvaggio nel film di Michael Mann “L’ultimo dei Mohicani” per un personaggio che la Sergio Bonelli Editore ci ha fatto trovare in edicola sino a qualche anno fa, a parte qualche miniserie. E personalmente di “Magico Vento” si può solo parlare bene, come di un fumetto scritto bene e disegnato bene, un personaggio come si suol dire “pensato” e che, come tale, entra di diritto nel pantheon dei fumetti ideali. E tra un incontro con Cavallo Pazzo o Toro Seduto, una comparsata di Nuvola Rossa, un cammeo di Calamity Jane. Ma anche storie con Wild Bill Hickok, il capo degli Oglala Piccolo Grande Uomo, il generale George Armstrong Custer, il generale Crook le avventure di Ned Ellis, questo il nome di “Magico Vento” un militare che ha perso la memoria a causa di un incidente ferroviario causato da un ufficiale corrotto che, per rubare le armi trasportate dal treno, lo fece esplodere con della dinamite. Tutti i soldati morirono nell’attentato, tranne il nostro Ned che rimane ferito alla testa da una scheggia.

Lo sciamano Cavallo Zoppo mentre è in viaggio lo raccoglie per crescerlo come suo allievo al quale tramandare insegnamenti. Lo stesso sciamano che sostiene che a condurlo a Ned è stato il Grande Spirito, con un vento magico, a ribattezzarlo con questo nome indiano. Magico Vento inizia una nuova vita con gli indiani Sioux nelle praterie del Dakota senza ricordare nulla della sua vita precedente…Per tutto il resto per coloro i quali non hanno avuto la fortuna di conoscerlo e leggerlo, precipitatevi nelle fumetterie alla ricerca degli albi di “Magio Vento”.
Gordon Link
Numero: 9
Titolo: “L’isola dei morti”
Soggetto e Sceneggiatura: Gianfranco Manfredi
Disegni: Raffaele Della Monica
Uscita: aprile 1992
Edizioni: Editoriale Dardo
About the author
Giornalista pubblicista, aspirante redattore per il Papersera, aspirante collezionista della serie a fumetti “Inside Woody Allen”, libro sul comodino: “Su con la vita, Charlie Brown! Come affrontare i problemi di ogni giorno con l'aiuto dei Peanuts”, lettore del prossimo Alan Ford che uscirà in edicola.











