Amici del Capri Comics, oggi vi parliamo di Gianna di Arianna Melone, già nostra gradita ospite durante la prima fase del nostro Capri Comics Online 7 e 3/4 .

Edito nella collana Rami della BeccoGiallo Edizioni, ed esportato anche in Francia per Éditions Albin Michel, Gianna racconta la storia di una giovane universitaria che, nella Bologna di fine anni Settanta, si trova a vivere e affrontare lotte studentesche, trasformazioni sociali, pregiudizi, dubbi, sensi di colpa e desideri di libertà.

Un fumetto il cui tratto sintetico restituisce, unitamente alla colorazione in tecnica mista tra acquerello e matite colorate, un’atmosfera nostalgica.

Un fumetto che pone delle domande…

Cosa è normale?

Richard Matheson, indimenticato maestro della fantascienza contemporanea, ci dice, nel suo capolavoro Io sono leggenda, che la normalità è “un concetto legato alla maggioranza”, una “qualità comune di molti uomini, non uno solo”.

Dando per buona questa disamina, allora possiamo affermare che nell’Italia degli anni Settanta, dove questioni sociali come emancipazione femminile, aborto, divorzio, liberazione sessuale e simili muovevano ancora i primi passi, una ragazza come Gianna risulta essere, agli occhi della maggioranza, del tutto “anormale”.

Sì, perché Gianna sostiene “tesi e illusioni”, Gianna non perde “neanche un minuto per fare l’amore”, Gianna non cerca “il suo Pigmalione”, Gianna dice “evviva la vita” e vorrebbe “un mondo diverso, ma fatto di sesso”. Gianna è fatta così. Può poco contro la sua natura, e quando questa la porta a far del male a qualcuno, lei ne soffre terribilmente.

I continui giudizi sommari del sistema dei “normali”, i continui sguardi cattivi puntati sulle spalle, finiscono poi per alimentare e aggravare in lei una condizione di ansia nel non sapersi controllare, un “horror vacui” psicologico e sensoriale che lei istintivamente sente di dover colmare subito, e solo col contatto umano.   

Chi è Gianna?

Molti personaggi, interrogati su chi fosse Gianna per loro, ne danno una diversa opinione. Ovviamente, ciascuna interpretazione è parziale, e quella totale, forse, non è nemmeno così importante scoprirla.    

“Non puoi essere te stesso, se sei troppo”, dice una ex amica di Gianna, ferita dal suo comportamento.

E in parte avrebbe ragione, se non fosse che Gianna risulta essere “troppo” forse soltanto perché immersa in una società che ancora non comprende a pieno la diversità.

E si sa: ciò che non si comprende, fa paura, e ciò che fa paura, va tagliato fuori.

Non ci addentreremo in spoiler, ma vi diremo che il sistema dei cosiddetti “normali” tenterà di tagliare fuori Gianna e la sua “anormalità”, perché reprimere è molto più semplice che aiutare chi vive una condizione di difficoltà, accompagnandolo lungo un percorso di crescita e migliore comprensione di sé e degli altri.

Ma dove vai? Ma che fai? E così via…

Seppur controcorrente, però, Gianna sarà sempre alla ricerca di un posto nel quale sentirsi davvero a casa, di un momento di pura e totale accettazione, forse neanche più in quanto “normale” o “anormale”, ma semplicemente in termini di felicità e benessere, personale e altrui.

Ci riuscirà?

Vi consigliamo di scoprirlo da voi, amici del Capri Comics, acquistando e leggendo Gianna di Arianna Melone.  

Copertina dell’edizione francese

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