Nata da un’idea di Amy Sherman-Palladino, l’irriverente Miriam ‘Midge’ Maisel è molte cose: donna, figlia, madre, moglie, amica, comica, autrice ed anche pirata, ma soprattutto, è fantastica!

Dopo 5 stagioni, 5 Critics’ Choice Awards, 17 Emmy Awards e 3 Golden Globe, si è conclusa la serie Amazon Prime che la vede come protagonista: La Fantastica Signora Maisel, da molti considerata una delle migliori serie degli ultimi anni.

La Fantastica Signora Maisel è a parer mio un vero e proprio capolavoro narrativo che, almeno qui in Italia, non ha avuto tutto il successo che merita. Per questo motivo la voglio consigliare a tutti con questo articolo, che non vuole essere una recensione ma una vera e propria ‘dichiarazione d’amore’ a questa serie che mi ha lasciato tanto, mi ha fatto emozionare, divertire ed anche piangere.

Ci troviamo nella New York di fine anni ‘50. Miriam Maisel, che tutti chiamano Midge, è una casalinga di buona famiglia ebrea ed ha tutto ciò che una ragazza degli anni ’50 possa desiderare: un marito, due bellissimi bambini, uno splendido appartamento nell’Upper West Side e un giro vita da urlo. La sua vita sembra perfetta, ma questa apparente perfezione è destinata a crollare già nel primo episodio: un’enorme delusione manda sottosopra il mondo e la vita di Midge, che dopo un’altrettanto enorme sbronza si ritrova in camicia da notte sul palco di uno squallido locale, dove scopre di avere un incredibile talento da stand-up comedian. O per lo meno, lo scopre l’aspirante agente Susie Meyerson, che la nota, ne individua il potenziale e tutto il resto è storia.

La trama della serie segue Midge nella sua scalata verso il successo nel mondo della comicità, che in quegli anni era dominato principalmente dagli uomini, motivo per cui la nostra protagonista incontra non poche difficoltà ad andare avanti e a farsi prendere sul serio. Nonostante tutti gli ostacoli, l’ostinata Signora Maisel non si arrende e continua per la sua strada, senza mancare di infrangere qualche regola e di farsi anche arrestare un paio di volte o più. Vi avevo detto che è anche un pirata, vero?

Midge è tra i migliori esempi di donna emancipata ed indipendente che possiamo trovare sul piccolo schermo, e questo è tutto dire considerando che parliamo di una casalinga ebrea della New York degli anni ’50.

È una donna forte, decisa e irriverente, che lotta per raggiungere i suoi obiettivi, rimanendo sempre estremamente elegante e femminile, sempre impeccabile e con favolosi abiti all’ultima moda.

I grandi punti di forza di questa serie sono senza dubbio la scrittura e i personaggi. Ogni dialogo, monologo o battuta sono scritti magistralmente, con tempi comici e drammatici impeccabili ed è impossibile non essere rapiti da ogni scena che ci coinvolgerà facendoci emozionare, commuovere e soprattutto ridere fino alle lacrime.

Complici di tutto ciò sono tutti i personaggi che ruotano intorno a Midge, senza però farle solamente da sfondo: ognuno di loro è molto ben sviluppato, ha il suo carattere e la sua storia, che in molti casi verrà approfondita nel corso degli episodi, rendendo la trama principale molto più interessante e completa. Un personaggio ben scritto ha però bisogno di un bravo attore che lo interpreti, e La Fantastica Signora Maisel non perde colpi neanche su questo. La serie vanta un cast impeccabile, con talenti come Tony Shalhoub, Luke Kirby ma soprattutto Rachel Brosnahan e Alex Borstein, che con un’incredibile chimica portano in scena quello che è il rapporto più bello della serie, ovvero la strana, meravigliosa amicizia tra Midge Maisel e la sua agente Susie Meyerson, inseparabile duo e colonna portante della serie.

Ci sarebbe ancora tantissimo da dire ma, almeno per chi non ha ancora visto la serie, mi fermerò qui, invitandovi a recuperarla e lasciandovi il piacere di scoprire tutto ciò che La Fantastica Signora Maisel ha da offrire.

Passando invece alla quinta stagione, per parlarne al meglio è impossibile non fare qualche spoiler, quindi se non l’avete ancora vista, fermatevi qui e correte a vedere il primo episodio!

Per quanto molto belli, i primi episodi della quinta ed ultima stagione sembrano faticare ad ingranare, con un ritmo meno sostenuto rispetto a quello a cui siamo abituati, ma preparano perfettamente il terreno agli ultimi episodi, uno più bello ed emozionante dell’altro.

Inoltre, la stagione si apre sin da subito con un’importante novità: vengono infatti aggiunti dei flash forward, espediente mai utilizzato prima nella serie. Una scelta sicuramente azzardata che però si è dimostrata vincente, fornendo una piccola finestra sul futuro dei personaggi, contribuendo a chiudere tutti i fili narrativi e a rendere la storia più completa senza stonare troppo.

Parlando di novità, in questa stagione viene finalmente data importanza a dei ‘grandi assenti’ delle precedenti stagioni, ovvero Ethan e Esther, i figli di Midge e forse gli unici personaggi secondari mai approfonditi nella serie.

Attraverso i suddetti flash forward ci viene descritto il rapporto estremamente conflittuale e negativo che i due ragazzi hanno con la madre, dalla quale sono stati spesso trascurati a causa della sua brillante carriera da comica.

Midge però riconosce ed accetta la cosa ed ammette tranquillamente di essere consapevole che i figli una volta cresciuti probabilmente l’avrebbero odiata, così come ammette di aver capito di non essere fatta per essere madre e di aver scelto di avere figli solo perché essere moglie e madre erano gli unici ruoli a cui le era stato insegnato ad aspirare. Con queste consapevolezze, Midge sceglie comunque di continuare a percorrere la sua strada, quella scelta da lei per sé stessa, e di costruirsi la vita che desidera e rivendica il suo diritto di essere egoista, nonostante i figli, i genitori, il marito e il ruolo che le è stato imposto sin da piccola dalla società in cui è stata cresciuta. Rivendica anche il suo diritto di essere ascoltata, e lo fa rompendo le righe e infrangendo molte regole, dal primo episodio fino all’ultimo, dove si impone e si prende ciò che vuole prendendo in mano il microfono che le era stato ingiustamente negato.

Come Midge, anche tutti gli altri personaggi della serie affrontano la propria evoluzione, ma la più evidente è quella di Abe Weissman, il padre di Midge. Nel corso della serie, Abe si ritrova a mettere in discussione tutte le sue certezze, non senza difficoltà, per poi accettare l’inevitabile cambiamento della sua vita, della sua famiglia e del mondo che lo circonda. Di conseguenza, anche il suo rapporto con la figlia cambia profondamente e in meglio: Abe passa dal disprezzare le scelte di vita e di carriera della figlia al capirle e accettarle, arrivando ad essere profondamente orgoglioso di lei, come dimostra con il bellissimo ed emozionante monologo sulla vita, sul cambiamento e sul ruolo di genitori e figli nell’ottavo episodio, uno dei più belli della stagione.

Anche Rose Weismann, la madre di Midge, passa dal vergognarsi di sua figlia ad apprezzarla e a seguirne, forse inconsapevolmente, le orme, lasciando il suo ruolo di moglie e madre perfetta per dedicarsi finalmente al lavoro dei suoi sogni.

Questa quinta e ultima stagione è stata la degna conclusione della serie, terminata con una standing ovation per Midge e con l’orgoglio e l’emozione negli occhi di tutti coloro che inizialmente l’hanno ostacolata, ma nello stesso tempo hanno anche reso possibile il suo successo e la sua felicità. Vale la pena guardare la serie anche solo per quei conclusivi, incredibili ‘quattro minuti’ in cui la Signora Maisel diventa finalmente ‘Fantastica’.

In conclusione, il messaggio che ci lascia La Fantastica Signora Maisel è sicuramente già sentito, ma non per questo non importante: bisogna sempre almeno tentare di raggiungere i propri obiettivi, non importa quanto incerti e irragiungibili possano sembrarci, un fallimento è sempre meglio di un rimpianto. E nella vostra scalata verso il successo ricordate sempre una cosa, che siate sullo sgangherato palco di uno squallido locale, sotto i riflettori di un grande teatro o in diretta tv: tette in su!

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Classe '97. Laureata in e appassionata di lingue e letterature europee. Social media manager per sbaglio, aspirante traduttrice, divoratrice seriale di libri. Giocatrice di ruolo, collezionista di dadi, amante di cinema e giochi da tavolo.

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