Amiche e amici del Capri Comics, l’anno del Marvel Cinematic Universe inizia con una nuova Luna, quella di Khonshu.

Che vuol dire?

Vuol dire che il parco serie tv dell’Universo Cinematografico più produttivo e proficuo di sempre sta per arricchirsi di una nuova opera, Moon Knight, basata sull’omonimo personaggio e prossima ad uscire su Disney+, precisamente il 30 marzo. A vestire il mantello bianco del vigilante di Chicago sarà Oscar Isaac, che torna in un cinecomic ispirato al mondo di casa Marvel dopo la pessima (non solo per demerito suo) interpretazione di Apocalisse nel tremendo X-Men: Apocalisse.

Non meritavi di essere trattato come un cattivo dei Power Ranger, Oscar… non te lo meritavi… ma ora hai una nuova possibilità!

In questo breve articolo non mi dilungherò nello spiegare chi è Moon Knight, perché Mamma Marvel ci ha già pensato qui, né tanto meno mi impelagherò nell’analisi dell’intrigante trailer della serie, perché internet ne è già pieno.

Quindi, di cosa vi parlo?

La domanda che mi sono posto è una: perché Moon Knight?

Nato nel ‘75 dalla penna di Doug Moench e dalla matita di Don Perlin, il personaggio diventa quasi subito una sorta di caricatura di Batman vestita di bianco, con tanto di gadget a forma di mezzaluna incredibilmente cringe.

Drammaticamente, queste ed altre simili vignette comiche di Moon Knight, divenute nel tempo meme assoluti, sono solo dei fan made… che però già anticipavano l’aura da memelord che il personaggio avrebbe assunto successivamente.

Rimasto per diversi anni ai margini dell’Universo Marvel, Moon Knight partecipa solo a gruppi minori, e la sua peculiarità, ossia il suo disturbo dissociativo dell’identità, viene solo sfiorata, per poi venire ripresa ottimamente negli anni ‘00 come fulcro drammatico delle sue storie. Questa particolare caratteristica psicologica di Moon Knight, così come la sua poca fama, permettono, almeno a mio avviso, di apportare grande creatività e varietà alle sue origini e alle sue interazioni con l’Universo Marvel stesso.

Nelle Major dei supereroi non capita spesso di avere un protagonista che, a seconda dell’autore che lo muove, muta quasi completamente, non solo nei propri tratti caratteriali, ma anche nella genesi stessa dei propri poteri. Questa continua mutabilità ci lascia sempre con un lieve dubbio: quello che stiamo leggendo avviene davvero o è solo un sogno disturbato del personaggio?

Grazie a questo twist, Moon Knight venne rilanciato con successo e a poco a poco raccolse intorno a sé una grande schiera di fan, un po’ come avvenne, quasi contemporaneamente, per Deadpool ed altri personaggi di nicchia, nati come mere macchiette di simili eroi o villain DC. E così, quella che in origine era poco più che una schiera di brutte copie disadattate divenne un laboratorio di storie creative, interessanti e di successo.

In conclusione: sono davvero emozionato per la scelta, alquanto coraggiosa e insolita, di portare le potenti luci dei riflettori Marvel su un personaggio così oscuro e complesso come Moon Knight. Spero però che la Disney lasci agli autori il giusto spazio per gestire i temi proposti con intensità, senza banalizzarli come spesso accade nei prodotti mainstream che trattano la delicata ma innegabilmente affascinante questione dei disturbi mentali.

Ma, come sempre, in Feige we trust

Avete la nostra attenzione… #MoonNice…

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Classe '90. Farmacista per sbaglio, noto accumulatore di giochi da tavolo. Nasce e cresce a suon di Marvel e Disney e tanto basta...

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