Amiche e amici del Capri Comics, oggi vi parliamo di un’interessante iniziativa che lega cultura popolare e attualità, cartoni animati giapponesi e storie di migranti.

Il prossimo 2 settembre verrà infatti inaugurata, presso il Bar Bossa di Poggiomarino, una significativa scultura ispirata ad uno dei giganti di ferro made in Japan più amati di sempre: UFO Robot Goldrake.

Goldrake & Actarus, pronti a distruggere il male

Nello specifico, l’opera raffigurerà il pilota del celebre mecha, ovvero Actarus, alias Duke Fleed, principe ereditario dell’omonimo pianeta, ormai conquistato e distrutto dal malvagio Impero di Vega. La scultura, alta 3 metri, è stata realizzata dal fumettista e scultore Pasquale Qualano, già attivo in Marvel e DC, e dal Quepod Lab, con il sostegno dell’imprenditore Vincenzo Bossa.

La scultura

Io sto tranquillo se ci sei tu…

Era l’aprile del 1978, e in un’Italia sconvolta dalla violenza degli anni di piombo, l’allora Rete 2 mandava in onda per la prima volta UFO Robot Goldrake. Nata dalla mente di Go Nagai, già autore di manga cult come Mazinga e Devilman, questa serie di genere mecha ottenne un successo stratosferico, tanto che le versioni italiane delle sue sigle furono fra i singoli più venduti del 1978 e del 1979. Parliamo ovviamente di Ufo Robot e Goldrake, entrambe scritte da Luigi Albertelli, la prima su musiche di Vince Tempera e Ares Tabolazzi e la seconda su musiche di Vince Tempera e Massimo Luca.

Troppi…

Oggi, il mito torna a far parlare di sé, perché la suddetta statua di Actarus, di prossima inaugurazione in quel di Poggiomarino, non vuole soltanto omaggiare uno dei maggiori eroi animati anni ’80, ma intende anche trasmettere un messaggio di natura sociale. UFO Robot Goldrake narra infatti la storia di un esule che, fuggito dalla guerra in cerca di libertà, trova sulla Terra una nuova patria per la quale combattere, difendendola dalla tirannia che già hanno distrutto il suo pianeta. 

Un argomento, questo, estremamente attuale e significativo, soprattutto per l’Italia, che, dopo essere stata uno dei paesi con il più alto tasso di emigrazione nell’Ottocento e Novecento, è diventata, negli ultimi 30 anni, una delle prime tappe per centinaia di rifugiati in fuga da realtà pregne di conflitti e sopraffazioni.

“Con quest’opera – si legge nel comunicato ufficiale dell’iniziativa – Qualano, il Quepod Lab e Antonio Sorrentino, con il supporto dell’associazione Small Axe, vogliono raccontare a tutti una parte del nostro mondo, un lato oscuro che non sempre riusciamo a vedere. E vogliono farlo attraverso uno dei più utili e ricettivi mezzi, raccontando storie di migranti attraverso l’arte, il disegno e la magia nostalgica di Ufo Robot.”

Come associazione culturale impegnata, nel nostro piccolo, nello sdoganamento della nerd culture quale veicolo (anche) di messaggi significativi, noi di Arcadia non possiamo che riconoscerci nello spirito di questo progetto targato Qualano e Quepod Lab e complimentarci con loro.

Alla luce di questa notizia, quindi, anche noi vorremmo lanciare oggi una piccola/grande provocazione.

Qualcosa di simile potrebbe avvenire anche a Capri?

Calmi, calmi… ora ci spieghiamo meglio.

Pasquale Qualano, il Quepod Lab e il Bar Bossa di Poggiomarino hanno scelto un simbolo della cultura pop per sintetizzare una tensione sociale, un argomento divisivo di cui tutti discutiamo.

Tali operazioni, in Giappone, Francia e Belgio, si verificano già da tempo, con numerose mostre e monumenti dedicati periodicamente a personaggi dei fumetti, dell’animazione e della letteratura, autoctona e non. E anche in Italia, negli ultimi anni, il numero di queste iniziative si è parecchio moltiplicato.

Vedere per credere:

Statua dedicata al manga L’attacco dei Giganti, a Hita, città natale dell’autore Hajime Isayama
Hergé posa accanto ad una statua di Tintin e Milù, da lui creati nel 1929. Realizzata per festeggiare i 50 anni della serie a fumetti, la scultura rimase alcuni anni nel parco Wolvendael di Uccle, Belgio, per poi venire esposta presso il centro culturale cittadino
Statua dei Puffi a Bruxelles, accanto alla Galleria Horta, all’interno della Stazione Centrale
Statua di Capitan America a Prospect Park, nel quartiere newyorkese di Brooklyn, luogo d’origine del supereroe
Statua di Sailor Moon al Museo del fantastico e della fantascienza di Torino
Statua di Iron Man a Forte dei Marmi
Statua di Corto Maltese affacciata sul Lago di Ginevra, nel villaggio di Grandvaux, Svizzera

Potremmo fare molti altri esempi, ma ci limitiamo a porne un altro soltanto, anch’esso molto significativo.

Se parliamo di opere a tema Goldrake in Italia non possiamo infatti non citare il Goldrake – Kyojin Project, che prevede l’installazione di una grande statua fotovoltaica presso l’Ipogeo di Teramo. In testa al progetto (che appoggiamo e vi consigliamo di seguire in quanto molto interessante), troviamo Carmine Di Giandomenico, anche lui fumettista attivo in DC, Marvel e varie altre realtà.

Ebbene… viste tutte queste opere d’arte a tema “nerd”, alcune domande ci sorgono spontanee.

Forse questi simboli stanno uscendo dalla loro nicchia di puri appassionati? E, se la risposta, come ci sembrerebbe, è sì, perché la nostra isola non potrebbe ospitare qualcosa del genere, per una volta? Ci pensate ad una statua di Tex, Dylan Dog, o Superman per gli esterofili, esposta in un bar di Capri o Anacapri? O su uno dei nostri belvederi mozzafiato? Sculture di eroi della cultura popolare che simboleggiano valori positivi, speranza, inclusione, passione, voglia di combattere per ciò che è giusto.

Sarebbe davvero un’idea così strana?

Dopotutto, l’Isola di Capri è da sempre un laboratorio culturale e sociale, un luogo dell’anima che ha ispirato decine di artisti e uomini politici provenienti da tutto il mondo; perché mai le tensioni che l’hanno attraversata nel corso dei secoli non potrebbero tranquillamente essere sintetizzate, per una volta, da un simbolo della nerd culture?

Ecco… solo un piccolo e sussurrato spunto di discussione per chi vorrà coglierlo.

Nel frattempo, rinnoviamo i nostri complimenti a Pasquale Qualano, al Quepod Lab e al Bar Bossa di Poggiomarino per l’imminente inaugurazione della scultura di Actarus, che rappresenta, plasticamente, la possibilità di poter parlare di argomenti estremamente seri attraverso simboli popolari che per tanti anni sono stati stigmatizzati come “roba infantile”.

Evidentemente, almeno in questo campo, il vento sta a poco a poco cambiando, e di questo non possiamo che rallegrarci.

Anche noi.. anche noi…

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.