Amici del Capri Comics, quest’oggi inauguriamo una nuova rubrica, intitolata “L’Isola in Scatola”, nella quale parleremo, di volta in volta, di un gioco da tavolo che ci ha colpito e che quindi vogliamo consigliarvi.

Oggi infatti vi presentiamo Bloodborne: The Board Game, ovvero il gioco da tavolo ispirato all’omonimo ed acclamatissimo videogioco dark-fantasy ad opera della casa di sviluppo giapponese FromSoftware, conosciuta principalmente per i cosiddetti videogame “Souls-like”, famigerati per la loro difficoltà ed elogiati per il loro senso di immersione.

Al momento, in questa speciale sotto-categorizzazione video-ludica rientrano titoli come Demon’s Souls, la serie di Dark Souls, Sekiro: Shadows Die Twice e, appunto, il succitato Bloodborne, splendidamente reincarnatosi in questa nuova veste da board game.

Guardando la Scatola

Sviluppato dall’editore di giochi da tavolo e miniature CMON, Bloodborne: The Board Game è un gioco collaborativo dalle atmosfere cupe e ricco di sfide, nel quale uno o più Cacciatori devono esplorare la gotica città di Yharnam e scampare alle sue insidie.

I giocatori, che possono variare da un minimo di 1 (una manna durante la Pandemia) fino ad un massimo di 4 (magari…), dovranno quindi farsi strada combattendo contro una pletora di nemici, da cittadini impazziti a belve assetate di sangue, da giganti deformi a mostri di lovecraftiana memoria, tutti rappresentati da incredibili miniature.

Le 4 diverse campagne disponibili si dividono ciascuna in 3 capitoli, ognuno dei quali porterà i Cacciatori a vivere una storia unica, pregna di scelte difficili e sfide che li porteranno ad aumentare le proprie abilità e la propria potenza… sempre che riescano a sopravvivere abbastanza a lungo.

Bestia assetata di sangue che abbaia… non morde?

Dentro la Scatola

Gli altissimi standard della CMON sono rispettati in pieno: la scatola è infatti esteticamente pulita e molto soddisfacente nel peso. Gli scomparti sono divisi egregiamente, ed una nota di merito và sicuramente allo spazio dedicato al “salvataggio”.

Mi spiego.

Se, dopo un estenuante scorribanda a Yharnam, vogliamo deporre le armi, il gioco offre ben 4 spazi dedicati a riporre tutto ciò che rappresenta il vostro sanguesmunto”

Il reparto miniature, invece, non ha bisogno di presentazioni. La CMON è, a parere di chi scrive, la migliore azienda nel settore e qui ce lo dimostra con maestosità ed eccellenza. Il livello di dettaglio delle miniature è letteralmente spaventoso, con linee di fusioni assenti o quasi.

Se amate i pupazzi… sapete di cosa stiamo parlando.

Attento alle spalle, Cacciatore!
Ecco, così va meglio… magari così non ti fai ammazzare.

Sul Tavolo

Iniziando dalla scelta del Cacciatore e dalla possibilità di poter cambiare l’interfaccia dell’arma, gli amanti del videogame si sentiranno subito a casa.

Il sistema di gioco, privo di dadi, basa tutto sulla capacità del giocatore di predire le sfide che affronterà e di gestire al meglio le sue risicate risorse, composte da un mazzo di 12 carte che dovrà utilizzare per poter muovere, interagire e attaccare. Il Cacciatore dovrà quindi imparare il comportamento dei mostri, sfruttando, al momento propizio, tutte le meccaniche di “Dodge” e “Stagger”, cioè “Schivata” e “Stordimento”.

Le peculiarità che rendono questo gioco unico nel suo genere, nonché una perfetta controparte fisica del videogioco, sono diverse: la mappa, intricata e modulare, che si rivela al giocatore solo esplorandola; il tasso di difficoltà, dato dalla forza di ogni singolo nemico; ed infine la quasi assenza della fortuna e dell’elemento casuale.

In Bloodborne: The Board Game, ad una previsione errata o troppo ottimista seguono quasi sempre una dipartita da parte del malcapitato Cacciatore.

Una situazione… complessa.

Chiudendo la Scatola

La sensazione restituita da questo gioco può variare tra i picchi della più assoluta euforia e gli abissi della più profonda frustrazione.

Chi ha giocato ai videogiochi della serie “Soul”, può perfettamente capire cosa si intende,  tant’è che possiamo confermare che lo spirito della saga video-ludica sia rispettato in tutto e per tutto in questo gioco da tavolo.  

Per i profani, invece, provo a spiegarmi meglio…

Da un lato può essere abbastanza semplice intuire l’euforia di quando la preda del nostro Cacciatore stramazza ai nostri piedi, lasciandoci elettrizzati e felici.

Dall’altro lato è invece difficile spiegare l’opprimente senso di sconfitta di quando, proprio all’ultimo turno, una bestiaccia maledetta manda a monte tutta la campagna ed i bei progressi fatti dal tuo alter-ego “pupazzesco”.

In conclusione, i ben 4 milioni di dollari incassati dal progetto su Kickstarter, con quasi 24.000 sostenitori, sono senza dubbio giustificati, e a maggio, grazie ad Asmodee Italia, potrete beneficiare di questo grande capolavoro, che renderà felici sia gli amanti del videogame che dei Dungeon Crawler.

“Good Night… Good Old Hunter.”

2 Commenti

  1. Davide immagino che il gioco preveda un certo numero di avventure. Nel caso, se ne possono creare, oltre ad aspettare eventuali espansioni? Poi vorrei chiederti se c’è bisogno di un master, a parte il gioco in solitaria, o è un cooperativo puro come ad esempio Cthulhu Lo stregone di Salem. Comunque sembra un bel gioco in stile dungeon crawler.

    • Ciao Luigi, grazie per il commento.
      Il gioco è completamente in cooperativa, senza bisogno di un master, in quanto i mostri agiscono in base a pattern predefiniti, proprio come in Bloodborne. Ad aiutare la rigiocabilità vengono incontro le carte double-side dei mostri, che ne cambiano abilità e le scelte da prendere nei capitoli, modificando attivamente l’esperienza di gioco.
      Purtroppo le espansioni erano tutte esclusive Kickstarter, ma sui mercatini riuscirai a reperirle.
      Per la creazione, come sempre, l’unico limite è la fantasia.
      Un caro saluto!

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