Amiche e amici del Capri Comics, anche questa settimana parliamo di Marvel, e nello specifico di “Loki”, serie televisiva incentrata sull’omonimo Dio dell’Inganno e fratello di Thor, splendidamente interpretato da Tom Hiddleston. 

Creata da Michael Waldron per Disney+, “Loki” è ambientata nel Marvel Cinematic Universe, in continuità con il resto del franchise cinematografico e televisivo targato “Casa delle Idee”, sebbene tale “continuità” venga qui abbondante re-immaginata.

Alla chiusura prima stagione, composta da sei episodi, è facile capire perché la serie sia stata subito rinnovata. “Loki” si è infatti rivelato un prodotto di primaria importanza nell’economia dell’MCU, e ciò conferma la volontà di Kevin Feige, presidente e direttore creativo dei Marvel Studios, di puntare molto sui prodotti destinati allo streaming. 

Ma andiamo con ordine…

In questa serie, Loki fa i conti con  il suo essere… beh… Loki

Disclaimer

Questo articolo è da considerarsi pieno zeppo, grondante, intriso di SPOILER GROSSI COME PIANETI.

Per cui, se non siete in pari con “Loki” e gli altri prodotti dell’MCU, non continuate con la lettura, perché potreste rovinarvi la sorpresa.

Inoltre, quello che segue è il resoconto della nostra personale avventura nei meandri della TVA…

“Loki”, in breve…

Al termine dell’ultimo episodio, non appena abbiamo deciso di scriverci un articolo, due porte dimensionali gialle si sono spalancate nel salone e una squadra di Minutemen ci ha trascinati, non proprio con le buone, nel quartier generale della Time Variance Authority, l’organizzazione a guardia della Sacra Linea Temporale. 

L’accusa?

Aver causato un evento nexus, e cioè una divergenza “blasfema” rispetto al “giusto” flusso temporale deciso dai cosiddetti “Custodi del Tempo”. Chi causa queste divergenze è detto “Variante” e viene processato per i suoi crimini. 

Loki amico delle guardie temporali

Una volta trascinati al cospetto del Giudice, la nostra geniale strategia difensiva è stata quella di accusarci a vicenda del misfatto, e così, in men che non si dica, siamo stati entrambi “falciati” e trasportati in un luogo desolato… ma familiare.

Davanti a noi c’era adesso una visione ancora più bizzarra di quelle precedenti: 4 versioni di Loki ci osservavano basiti… e una di loro era un alligatore. 

Carino… morde?

I quattro ci conducono allora nel loro quartier generale sfuggendo ad una mostruosa tempesta vivente, ed è lì che abbiamo deciso che l’idea dell’articolo su “Loki” non doveva morire. Anzi: adesso eravamo pronti ad una intervista multidimensionale!

L’intervista ai Loki

Davide & Massimo: Dove siamo? 

Loki Vanaglorioso: Siete nel Vuoto. Qui vengono spedite tutte le Varianti troppo pericolose, in modo che vengano consumate e distrutte da Alioth (la tempesta vivente n.d.r.), ma i Loki come noi sopravvivono. E anche voi, a quanto pare. 

Davide & Massimo: Ah… quindi proprio come nella serie che abbiamo appena visto!

Loki Bambino: Ma quale serie? State dicendo che conoscete già la storia?

Davide & Massimo: Aspetta… ma non dovevamo farle noi le domande? Comunque sì… prima, nel casino generale, non eravamo proprio lucidi, e davanti al Giudice, si sa, non si ricorda mai qual’è la verità. Però ora è tutto di nuovo chiaro e sappiamo anche chi c’è dietro questa storia, perché… beh… l’abbiamo vista! 

Loki Alligatore: Rhaaar? 

Davide: Il responsabile di tutto è Colui che Rimane… cioè Immortus… cioè volevo dire… Kang…

Massimo: Ma nell’episodio finale non dicono mai Kang.

Davide: Si, però l’attore è quello che hanno annunciato per “Ant-Man and the Wasp: Quantumania”.

Loki Classico: E come lo fermiamo? Noi non possiamo farlo, noi siamo dei Loki! Abbiamo una sola parte da interpretare: il Dio dei Derelitti…

Davide & Massimo: Non è vero: siete più forti di quanto pensate!

Loki Alligatore: Rhaaar? 

Davide & Massimo: Sì, è proprio una coppia di Loki a “sconfiggere” il “villain”, stavolta, sebbene nel farlo venga aperta una crisi ancora più grande: lui gender fluid e sulla via della redenzione, lei bionda cresciuta nelle apocalissi e pronta a tutto per vendicarsi della TVA. In una forma suprema di narcisismo, ‘sti due si innamoreranno e raggiugneranno, anche grazie al vostro aiuto, la Cittadella Oltre il Tempo e Colui che Rimane, vero padrone occulto della TVA e creatore/protettore della Sacra Linea Temporale. Una volta lì, la bionda cederà però al suo desiderio di vendetta lo ucciderà, causando così la rinascita del Multiverso in una sequenza visivamente fantastica: la Sacra Linea Temporale che si dirama all’infinito come una sinapsi (MIND BLOWN!). 

Loki Classico: E quindi? 

Davide & Massimo: E quindi anche voi sfigati avete un compito, in realtà: tenete d’occhio quei due… e non traditeli… troppo. Ok? 

Loki Alligatore: Rhaaar!

Il Multiverso della Follia è libero

Come avrete capito… qui siamo completamente impazziti. Ma anche alla Marvel non scherzano per niente.

Inserire nella continuity un personaggio come quello di Kang, alias Nathaniel Richards, ovvero il fratellastro del ben più famoso Reed Richards, vero nome di Mr. Fantastic, leader dei Fantastici 4, punta un chiaro faro sul finale della Fase 4 dell’MCU, che sarà appunto il debutto della famiglia di supereroi più longeva di sempre. 

Brrr… ma forse in mano a mamma Marvel avremo finalmente un film dei Fantastici 4 non trash?

Una programmazione francamente incredibile, partita in sordina nel lontano 2008 con l’epocale primo film su Iron Man e che oggi, con il liberarsi del Multiverso, non potrà che consolidare ulteriormente la linea produttiva egemonica di Feige, che proprio in “Loki” trova un suo punto di svolta focale.

La serie, in sé, è abbastanza efficace. Introduce tutta una serie di concetti rivoluzionari per l’MCU e lo fa prendendosi i suoi tempi, a volte allungando anche un po’ troppo il brodo, ma di certo con un preciso disegno in mente: quello di liberare finalmente il Multiverso nell’MCU. E ci arriva con la sicurezza di un treno impossibile da fermare, senza dimenticarsi di seminare nel mezzo anche qualche interessante spunto di riflessione sul ruolo dei cattivi nelle storie, e sulla possibilità di cambiare ciò a cui sembriamo destinati da sempre, a favore di ciò che davvero vogliamo perseguire.

Tom Hiddleston si riconferma un Loki pressoché perfetto: carismatico e cinico come sempre, ma stavolta dotato anche di grandi vuoti e fragilità, valorizzati dalle interessanti interazioni con la sua controparte femminile, Sylvie, interpretata da Sophia Di Martino.

Il Soft Power dell’MCU

L’idea posta alla base del MCU è ormai palese a chiunque presti un minimo di attenzione alle trasformazioni nell’ambito della creazione e della fruizione di opere di narrativa pensate per le masse.

La Marvel Studios, e quindi il titano Disney, non crea più opere in quanto tali, bensì episodi e tasselli della macroserie chiamata MCU.

Una tale impostazione “editoriale” ha gonfiato il senso della serialità cinematografica fino a travalicarla e a creare nuovi parametri di produzione, marketing, consumo e analisi critica. 

In questo, la continuty dell’MCU è davvero molto più simile a quella di una serie televisiva o fumettistica, anzi, forse ancora più complessa e ancora più forte dal punto di vista della permeazione nell’immaginario collettivo.

I fan Marvel ora

Di sicuro, che piaccia o non piaccia, siamo di fronte qualcosa di mai visto prima, e la Disney ringrazia, perché che si tratti di prodotti in ultima analisi efficaci o scarsi, di episodi fondamentali o irrilevanti, di opere autoriali o di cazzatoni di puro intrattenimento, ad oggi il pubblico divora avidamente ogni singola portata di questo pasto per ora senza fine… e ne chiede ancora… ancora… ancora… 

E la Marvel, puntualmente, esaudisce. 

Il Soft Power, ovvero il potere convincitivo esercitato dai Marvel Studios è forse tra i più influenti della storia recente della narrazione, e la sua fine sembra ancora abbastanza lontana, da oggi anche grazie a “Loki”. 

Aprendo ufficialmente la fase “multiversale”, questa serie moltiplica infatti esponenzialmente le possibilità future e la rinnovabilità del franchise. 

Insomma: il mosaico si arricchisce, un’altra portata arriva a tavola… e i commensali già scalpitano per la prossima.

Povero Dottor Strange…

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