Amiche ed amici del Capri Comics, oggi parliamo di Æthernal, fumetto in due volumi edito da Upper Comics scritto e disegnato da Luca Maffia. Luca è un caro amico del Capri Comics, nonché ex coinquilino di chi scrive, per cui ci perdonerete i toni un po’ confidenziali.

Ma bando alle ciance ed iniziamo a parlare dell’opera.

Benvenuti ad Æthernal

Nel ventiquattresimo secolo, a seguito del quarto conflitto termonucleare, che ha decimato la popolazione mondiale, il suolo terrestre è diventato ostile ed inadatto ad ospitare la vita. Ragion per la quale, ciò che resta del genere umano è costretto a rifugiarsi nelle arkae, gigantesche città bunker sotterranee costruite per ospitare la civiltà in attesa di poter ripopolare la superficie. 

“La speranza man mano si affievolì, l’uomo mai più rivide il cielo, e col tempo si scordò perfino la sua esistenza.”

Visioni dal 2340

La condizione alienante, unita alla brama di potere e dominio insita nell’essere umano, porta allo scoppio di guerre interne per il controllo delle già scarse risorse. Un terribile olocausto fratricida, un caos del quale approfittano i Patriarchi, esseri “metà uomini metà dei” che subito raccolgono sotto la loro bandiera la popolazione sopravvissuta, ormai disperata e disposta a seguire ciecamente qualsiasi despota. Inizia così l’era di controllo totalitaristico dei Patriarchi, l’orrore dopo l’orrore.

La storia si svolge ad Æthernal, capitale delle arkae. Qui iniziamo a seguire le vicende di Weiss, il nostro giovane protagonista, mosso da un desiderio di vendetta, nei confronti dei Patriarchi, talmente intenso da fargli ribollire il sangue. Mentre cerca di perseguire il suo scopo, incappa nelle Cicale, una cellula terroristica che combatte contro la dittatura dei patriarchi. Nel frattempo, dettagli inquietanti sul passato di Weiss iniziano ad emergere…

Un giro nelle arkae

Dal punto di vista grafico, l’opera di Luca è pesantemente influenzata dall’immaginario visivo cyberpunk anni ottanta, quello di Akira e Blade Runner, per intenderci. Per quanto riguarda il primo volume, le tavole sono curate nel dettaglio e ci fanno immergere nell’aria rarefatta della capitale sotterranea. Il secondo volume parte con la stessa minuziosità per poi arrivare a metà volume, quando la storia entra nel vivo dell’azione e dell’introspezione, ad una fase di sperimentazione grafica e narrativa.

Le soluzioni sono variegate e denotano la voglia dell’autore di sfruttare le infinite possibilità che offre il media del fumetto. Volendo scovare il famigerato pelo nell’uovo, se questa sperimentazione offre da una parte un’interessante ed eterogenea visione stilistica, dall’altra potrebbe creare una piccola incoerenza grafica con quanto visto nelle pagine precedenti. 

Incontri amichevoli

Per quanto riguarda la storia, e le influenze che hanno contribuito alla sua nascita, abbiamo pensato di scomodare direttamente il nostro amico ponendogli qualche domanda.

Intervista (più o meno) a sorpresa

“Com’è nata l’idea alla base di Æthernal?”

È difficile trovare la scintilla che ha fatto nascere la storia. Sono sempre stato affascinato dalle ambientazioni post- apocalittiche e dall’estetica cyberpunk, e da parecchio tempo aleggiava nella mia testa la voglia di creare un mondo distopico e muoverci all’interno dei personaggi. L’occasione si è presentata quando sono stato contattato dalla Upper Comics, che ha voluto credere in me nonostante la mia giovane età. Ero, sono ancora, un giovanissimo autore alle prime armi e così ho voluto presentare il protagonista: giovane, solo e perso in un immenso mondo oscuro pieni di ingiustizie, che proverà a cambiare armato solo della sua rabbia e della sua voglia di rivalsa.

Un tranquillo Weiss

“Quali sono stati gli autori che ti hanno influenzato di più, sia dal punto di vista grafico che dello storytelling?”

Graficamente sono sempre stato legato alla minuziosa ricerca del dettaglio di autori fantascientifici come Katsuhiro Otomo, Tsutomu Nihei, Oh!Great e Moebius. Adoro come riescano in ogni vignetta a rendere immensi e misteriosi i paesaggi che rappresentano. I protagonisti, come il lettore, sono persi e travolti dall’ambiente che li circonda. Per quanto riguarda la narrazione ho preso molto dalle figure antieroiche degli autori esistenzialisti o dai racconti partigiani di Calvino: ciò che ho voluto esaltare non è appunto l’eroismo, quanto il racconto di “semplici” umani messi a confronto con una realtà che non è più loro, una resa dei conti contro un mondo che la loro razza ha distrutto.

Le allegre strade di Æthernal

“I riferimenti alla cultura russa ed ai partigiani sono ‘solo’ dei richiami storici o vogliono aggiungere un ulteriore livello di profondità alla storia e ai personaggi?”

No, esatto, le citazioni alla cultura russa, velati o meno, sono proprio un riferimento alla loro letteratura, in cui l’ideale di libertà ha una nuova concezione, centrale all’esistenza umana. Proprio in nome di questa disperata idea, i protagonisti sono disposti a lottare e soffrire. Parallelamente, i Patriarchi sono un riferimento al “Grande inquisitore” dei fratelli Karamazov: hanno compreso che la libertà non è un dono, bensì la più grande maledizione e, nel privare l’umanità di ciò, loro ne sono gli autoproclamati salvatori. Citando il filosofo russo Nikolaj Berdjaev, è Dostoevskij colui che “più profondamente di ogni altro ha compreso che il male è figlio della libertà. Ma ha compreso pure che senza libertà non c’è il bene. Anche il bene è figlio della libertà. A ciò si ricollega il mistero della vita, il mistero del destino umano. La libertà è irrazionale e perciò può creare sia il bene sia il male. Ma ricusare la libertà per il fatto che può produrre il male, significa produrre un male ancora più grande”. Dietro a questo sottofondo filosofico ho voluto mettere anche un ideale politico e morale. Chiamare i protagonisti terroristi vuole far ragionare sulla doppia faccia che assumono i protagonisti delle ribellioni e rivoluzioni: quelli che noi chiamiamo eroi dal punto di vista del potere costituito sono terroristi. Insomma, nonostante abbia ambientato la storia in un futuro non definito ho voluto che i protagonisti e la storia comunicassero in maniera inconscia con il passato, mostrando come la storia ineluttabilmente tende a ripetere se stessa anche se con nuovi protagonisti e in nuovi contesti.

Incontri amichevoli (parte 2)

“Un saluto agli amici del Capri Comics”

Capri Comics e i suoi protagonisti sono stati più che una fiera. Posso dire che sono una seconda famiglia ormai, e poter essere qui a raccontarvi del mio lavoro è una grande soddisfazione. È anche grazie alla passione che mi avete trasmesso se questa opera ha visto la luce, spero quindi che ne andiate fieri perché come una parte di me sarà sempre legata a voi, una parte di voi sarà in me, e di conseguenza nei miei lavori, ciao belli!

Fischia il vento

Æthernal è un’opera prima intensa e che racchiude in sé tutta la rabbia e la voglia di rivalsa tipica della giovane età. Graficamente esaltante, a tratti esuberante. Aver vissuto alcune fasi della produzione non concede a chi scrive di essere imparziale nel giudizio (sia in senso positivo che negativo, Luca riceverà qualche tirata d’orecchie quando tornerà a Capri) ma ritenete comunque valido il consiglio di recuperare i due volumi che compongono la storia di Weiss.

“Bella partita fratellino.”

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